Il libro di scuola che insulta la sinistra e loda la destra
(C) 2004 by Paolo Attivissimo
Antibufala: il libro di scuola che insulta la sinistra e loda la destra
Circola da parecchio tempo un appello, diffuso via e-mail, secondo il quale un libro di testo in uso nelle scuole italiane conterrebbe frasi ingiuriose nei confronti della sinistra politica italiana.
L'appello parla di un "brano tratto da "I nuovi sentieri della Storia. Il Novecento", Istituto Geografico De Agostini, Novara, 2003, Bellesini Federica, manuale di Storia di IIIa media, capitolo 2, paragrafo 1, pag.34", che reciterebbe così:
---inizio citazione ---
"Gli uomini della Destra erano aristocratici e grandi proprietari terrieri. Essi facevano politica al solo scopo di servire lo Stato e non per elevarsi socialmente o arricchirsi.
Inoltre amministravano le finanze statali con la stessa attenzione e parsimonia con cui curavano i propri patrimoni.
Gli uomini della Sinistra, invece, sono professionisti, imprenditori e avvocati disposti a fare carriera in qualunque modo, talvolta sacrificando persino il bene della nazione ai propri interessi.
La grande differenza tra i governi della Destra e quelli della Sinistra consiste soprattutto nella diversità del loro atteggiamento morale e politico".
--- fine citazione ---
Il paragrafo citato sembra insomma insultare volutamente e palesemente una fazione politica e lodarne un'altra, con chiare allusioni alla situazione politica corrente, cosa indubbiamente fuori luogo in un testo scolastico che dovrebbe ambire all'obiettività.
Prima che proseguiate la lettura mi tocca fare una precisazione, nella speranza di evitare il diluvio di insulti che arriva ogni volta che il Servizio Antibufala tocca argomenti politici: la politica italiana non mi interessa, per il semplice fatto che non abito più in Italia. Il mio atteggiamento verso la politica italiana è quel misto di curiosità e orripilazione che si prova quando si passa accanto a un incidente stradale. Non ho una missione politica da compiere o schieramenti da difendere. Sono insomma molto al di sotto di eventuali beghe politiche fra destra e sinistra.
Detto questo, torniamo all'indagine. Il paragrafo incriminato esiste e la fonte citata è esatta. Ne trovate una scansione, gentilmente reperita da un lettore, insieme all'indagine completa sul caso, presso
http://www.attivissimo.ne ... tata/testo_scolastico.htm
Tuttavia la frase acquisisce la forte connotazione di insulto politico a senso unico soltanto se viene estratta dal suo contesto.
La pagina del libro di testo citato, infatti, è tutta scritta usando il presente storico: è sufficiente leggerla per intero per capire che il paragrafo si sta riferendo esclusivamente al periodo storico descritto (la fine del 1800).
Inoltre la pagina contiene critiche anche per la destra, tant'è che il testo stesso dell'appello dice che i disonesti sono "professionisti, imprenditori e avvocati".
Non sembrano parole particolarmente adatte ad ingraziarsi la destra.
E' ovvio che i confronti con la situazione attuale vengono comunque spontanei. Ma è proprio per questo che si studia la storia: per capire da dove veniamo e come ci siamo arrivati alla situazione odierna. Come si suol dire, chi non impara dalla storia è condannato a ripeterne gli errori. Allo stesso modo, chi non impara a valutare il contesto in cui vengono dette o scritte le cose è condannato a trovare significati occulti anche dove non ce ne sono e a ignorare gli indizi contrari alla propria tesi preconcetta.
C'è sicuramente chi potrebbe obiettare che le frasi incriminate sono comunque una forma di propaganda mascherata e disinformazione. Va considerato, tuttavia, che allo stesso modo anche la loro diffusione senza chiarirne il contesto è una forma di propaganda e disinformazione, ma in favore dell'opposta fazione politica. Un gioco molto pericoloso e poco costruttivo.
Ringrazio tutti i lettori che hanno contribuito con ricerche, informazioni e conferme a quest'indagine. I loro nomi o pseudonimi sono citati nell'indagine completa.
Ciao da Paolo.
www.attivissimo.net
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8 commenti a "Il libro di scuola che insulta la sinistra e loda la destra":
Buongiorno,
in modo modestissimo svolgo attività di ricercatore nell'ambito storico presso
un'Università, e mi sono sentito chiamato in causa da questo messaggio. Cercherò
di essere sintetico anche se avrei moltissimo da dire:
- la storia non insegna nulla - e non lo dice solo Sting -, perché non c'è
situazione che si replichi e se anche così fosse non è possibile agire o
pretendere che gli altri agiscano leggendo i libri di storia;
- la storia non deve essere mai giudizio (lo so, pia illusione, ma c'è un limite
a tutto), perché uno dei suoi possibili scopi è di far prendere coscienza delle
radici del presente, ossia di come siamo arrivati sin qui. Deve dare i mezzi per
la comprensione e il giudizio personale; se li anticipa si arroga un compito che
non le è dovuto;
- per ogni affermazione storica si deve documentare, quindi, per quanto si
tratti di un libro delle medie (o, a maggior ragione, proprio perché si tratta
di un libro per ragazzi in piena formazione intellettuale), un'affermazione di
questo genere deve essere confermata da esempi, casi, situazioni, e fonti;
- per sapere come l'autrice sia arrivata ad un'affermazione di questo tipo
occorrerebbe anche avere un'idea della bibliografia di riferimento (e
sinceramente non ho idea di quali testi abbiano portato a conclusioni come
quelle in oggetto);
- l'estrapolazione del capoverso dal contesto della pagina non ne snatura per
nulla il senso; se io dico che "Federica Bellesini non adotta il metodo storico
come fa di norma la comunità degli storici", la frase può essere inserita nel
presente contesto o estrapolata, ma il senso generale mi sembra non muti, anche
se successivamente dico che "in Italia lavorano degli ottimi storici".
Grazie
Filippo Nieddu
filippo scusa, non sono sicuro di aver capito cosa vuoi dire...
il senso è snaturato perchè l'email che gira usa quell'estratto per dire che c'è
un libro palesemente di destra sulle scrivanie degli studenti, e leggendo solo
quell'estratto, senza sapere che parla dell'800, non si può che pensare male....
invece se in quel periodo storico la situazione era veramente quella non si può
certo bollare l'autore di parzialità, no?
l'estrapolazione del capoverso dal contesto della pagina
non ne snatura per nulla il senso; se io dico che "Federica Bellesini non adotta
il metodo storico come fa di norma la comunit? degli storici", la frase può
essere inserita nel presente contesto o estrapolata, ma il senso generale mi
sembra non muti, anche se successivamente dico che "in Italia lavorano degli
ottimi storici".
? semplice smontare questa frase: tu NON stai usando il presente storico! Quindi
se rileggo questa frase fa 100 anni e NON c'? una data che la contestualizzi nel
tempo, potrei pensare che la suddetta studiosa abbia adottato sempre lo stesso
metodo di ricerca, ma non ? scientificamente asseribile, potenzialmente dopo
potrebbe aver abbracciato altre scuole di pensiero (essendo ancora in vita da
quanto mi risulti).
Se dico "l'italia ? governata dal miglior rappresentate del prototipo fascista,
che con il suo regime totalitario presto avr? in pugno il consenso delle folle"
(e quindi STO USANDO il presente storico) e taglio la parte della frase in cui
dico che mi riferisco all'epoca Mussolini, magari qualche attuale capo politico
se la potrebbe anche prendere a male... Sebbene la frase sia vera... ma nel SUO
contesto (non fate battute)!
la storia non insegna nulla - e non lo dice solo
Sting
Sar? per questo che Cicerone lo si cit? dopo tutti questi secoli pur essendo
magari stonato e Sting probabilmente no?
"Gli uomini della Destra erano ...
Gli uomini della Sinistra, invece, sono...
Non vi accorgete della differenza ? Il tempo presente della seconda frase
secondo me è voluto e lo trovo grave !
si, ok, suona male... ma mi sembra il solito attaccarsi a tutto pur di fare casino (vedi lucarelli ieri)
Non era su questo che si basava l'insinuazione... Se la frase avesse riguardato
il tempo presente la critica avrebbe avuto un suo perché, ma polemizzare sulla
scelta di UN tempo verbale incluso in UNA riga di un capitolo sulla storia di
*200* anni fa mi pare un po' poco per definire traviante o di parte un testo...
Anche perché dal punto di vista linguistico l'uso del presente è giusto.
Comunque se la credi una posizione sostenibile scrivi a Paolo Attivissimo e
vediamo che ti risponde.
Ti consiglio anche di leggere l'intelligente risposta della casa editrice del
libro...
<<In tutto il testo, per rendere più scorrevole la narrazione, viene
utilizzato il presente storico. Quindi gli uomini della Sinistra SONO (nel
momento in cui assumono il potere) e quelli della Destra ERANO…FACEVANO, perché
l'imperfetto si riferisce ad eventi trascorsi, passati (quando cioè erano al
governo) rispetto a quel presente.>>
Scusate se rispondo solo ora, ma non ne ho avuto la possibilità prima.
Ciò che intendevo (e intendo) dire non si riferisce alla connessione delle
asserzioni del libro con la situazione politica presente; piuttosto, sostengo
che quelle non siano da considerarsi come "storia", perché, appunto, emettono un
giudizio di valore.
Scritte in quel modo, le affermazioni citate non hanno rango di fatti storici;
diverso sarebbe se si scrivesse "i deputati X, Y e Z, che sedettero sui banchi
della sinistra dal... al... si macchiarono di reati contro il patrimonio...".
Appare chiaro che se scrivo solo di frodi perpetrate da politici di un certo
colore, voglio incanalare i lettori su di un giudizio negativo su quel colore;
tuttavia, se riporto fatti documentati, l'unica opposizione che mi si può fare è
in relazione alla selezione dei fatti: da qui può nascere un dibattito di merito
storico.
Nel passo non si trovano elencati avvenimenti, nomi o fatti, quindi non è
nemmeno possibile giudicare come "giuste" o "sbagliate" le affermazioni;
semplicemente, scritte in quel modo, non dovrebbero esistere su di un libro di
storia.
Saluti
nooooooooooo!!!! lo stanno facendo vedere anche su mai dire iene!!! i gialappa's
sono diventati proprio delle me**e!!!
che bei tempi quando parlavano di calcio...